Immobili difesa - Reggi: “Le dismissioni annunciate non penalizzino i trasferimenti del federalismo demaniale”
[03-02-2014]
Il presidente Fpc: “Pronti a collaborare sui temi della valorizzazione d’onore e dei cambi di destinazione d'uso”

“La dismissione delle caserme e degli immobili in uso al ministero della Difesa non può penalizzare, in alcun modo, il percorso del federalismo demaniale. Ogni altra formula di valorizzazione immobiliare che non prenda in considerazione le richieste dei Comuni è destinata a fallire perché questi ultimi sono gli unici titolari della leva urbanistica. E questo aspetto è alla base anche della collaborazione che stiamo proficuamente sviluppando con MEF e Agenzia del Demanio sulle procedure dell'art 56 bis del 'Dl del Fare'”. Lo sottolinea il presidente di FPC, Roberto Reggi, intervenendo sulla ‘valorizzazione d’onore’, una sorta di concessione gratuita per 10 anni in cambio di un progetto di valorizzazione, cui la Difesa intende ricorrere per la dismissione dei propri immobili, sia quelli ‘residuali’ del federalismo demaniale, che quelli derivanti dai ‘tagli’ al personale militare dei prossimi anni.
Reggi ribadisce la piena disponibilità della FPC a collaborare  sulla valorizzazione d’onore: “Un istituto giuridico così innovativo va sicuramente rodato sul campo, basti pensare al tempo necessario ad ammortizzare gli investimenti iniziali e al tema della destinazione d’uso di beni che oggi non risultano inseriti nella pianificazione urbanistica comunale. Procedere senza i Comuni non è assolutamente pensabile”.
In ogni caso per il presidente di FPC il tipo di valorizzazione immaginata non richiede per forza formule nuove. “Per questo tipo di processi esistono già altri strumenti come la concessione di valorizzazione e il partenariato pubblico privato. Mi chiedo perché il ministero della Difesa - mentre i Comuni attendono fiduciosi i responsi delle domande di trasferimento - intenda procedere per altre strade e senza coinvolgere le strutture tecniche dei Comuni”. (gp)

 




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